Come agire

Essere piú sicura online

In questa guida troverai consigli pratici di utilizzo immediato: da come migliorare la propria privacy sui social media a come proteggere il proprio browser, creare password più sicure e promuovere un uso più consapevole delle possibilità offerte dal web.

La tecnologia gioca un ruolo fondamentale nel contrastare la violenza sulle donne e fare rete, ma spesso può costituire un’arma a doppio taglio. Molte donne, infatti, si sentono vulnerabili su internet e spesso hanno paura che chi le minaccia possa tracciare le loro attività in rete o scoprire dove si trovano; senza contare i tanti abusi che si possono subire online (foto pubblicate senza il proprio consenso, intrusioni nei propri account, pedinamenti utilizzando la geolocalizzazione di Facebook).

La Guida alla sicurezza online elaborata da Chayn è molto semplice da usare, e sebbene scritta con l’intento di aiutare le donne che si trovano in una situazione di violenza domestica o che subiscono stalking, la guida e i suoi consigli sono validi per chiunque, indipendentemente da genere, luogo o situazione.

La nostra guida è disponibile anche in IngleseFarsiFranceseAraboSpagnoloPashtoRussoUrdu.

Se ti interessa approfondire la metodologia che abbiamo usato per costruire la guida, a questo link potrai trovare ulteriori informazioni.

Questa guida è coperta da una licenza Creative Commons Attribution 4.0, quindi, nel caso tu sia un/a professionista o un’organizzazione che si lavora con donne che vivono abusi, sentiti libera/o di utilizzare, riorganizzare e distribuire questa guida come meglio credi. Quello che ti chiediamo è di riconoscere e menzionare Chayn come l’autore di questa guida: per noi significa molto!

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Avere controllo sulla propria salute

In questa pagina trovi una breve panoramica per aiutarti a gestire le questioni legate a salute sessuale e contraccezione. Se cerchi informazioni pratiche e più dettagliate, ti rimandiamo alla Guida apposita in cui puoi leggere tutto quello che ti serve sapere nello specifico su metodi contraccettivi, interruzione di gravidanza, malattie sessualmente trasmissibili e test di laboratorio, consultori e centri di assistenza.
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infezioni sessualmente trasmissibili (IST)

Infezioni sessualmente trasmissibili (IST) sono quelle malattie che si contraggono attraverso rapporti sessuali, inclusi i rapporti orali e anali. La maggior parte delle ITS non presentano sintomi ed è quindi difficile capire se se ne è affetti.

È diffusa la sensazione che, se non si hanno rapporti occasionali o con partner sconosciuti, la possibilità di contrarre le IST sia molto bassa o quasi inesistente, ma questo non è purtroppo vero. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato che ogni giorno 1 milione di persone contraggono una IST.

L’unica prevenzione contro le IST è l’uso del preservativo (maschile o femminile) durante i rapporti sessuali, inclusi i rapporti anali e orali. Inoltre, se sei preoccupata per la tua salute o hai praticato sesso non protetto, è consigliabile che tu veda un medico ed esegua test di laboratorio per accertarti di non aver contratto alcuna malattia.

I test sono anonimi e gratuiti in tutti i Consultori.

Qui trovi anche un elenco dei centri, divisi per regione, che eseguono test per le IST e per l’AIDS. Maggiori informazioni si trovano anche nella nostra Guida.

Qui trovi un elenco dei falsi miti riguardo la trasmissione delle infezioni sessuali.

Qui un elenco delle principali IST individuate dal Ministero della Salute.

Contraccezione

Se ti trovi in una situazione difficile, probabilmente senti la necessità di assicurarti di non rimanere incinta per non complicare ulteriormente una situazione già tesa. Se questo è il tuo caso, considera bene la tua situazione e le tue necessità e scegli il metodo contraccettivo che fa meglio al caso tuo. Per una scelta informata ti consigliamo di recarti in un consultorio o dal tuo medico per un consulto, oppure puoi trovare maggiori informazioni nella nostra Guida.

Tra i diversi aspetti da considerare nella scelta del metodo contraccettivo ci sono:

  • La necessità o meno di nascondere al tuo partner che stai assumendo un contraccettivo. Nel caso tu voglia evitare una gravidanza senza farlo sapere al tuo partner ci sono alcuni metodi contraccettivi che non ti permettono questa segretezza, come ad esempio il preservativo o il cerotto. Assumere la pillola o utilizzare il diaframma o l’anello vaginale sono invece metodi contraccettivi che non prevedono che il tuo partner ne sia per forza al corrente.
  • La facilità con cui puoi accedere al metodo contraccettivo. Alcuni metodi contraccettivi come il preservativo si possono acquistare facilmente al supermercato o da distributori automatici; altri sono acquistabili solo in farmacia ma senza ricetta medica come il diaframma; altri, come il cerotto, la pillola e l’anello vaginale sono acquistabili in farmacia ma solo con ricetta medica. Per altri metodi come l’impianto sottocutaneo o la spirale devi poi vedere un medico che impianti il dispositivo.
  • Il carattere più o meno permanente del metodo contraccettivo. Il preservativo viene usato solo durante un rapporto sessuale ed è efficace fin da subito, mentre la pillola contraccettiva non è efficace durante il primo mese di assunzione e va presa ogni ogni giorno in maniera costante. Metodi poi come la spirale o l’impianto sottocutaneo una volta impiantati sono subito attivi e non devi più preoccupartene, ma non sono velocemente reversibili.
  • Il costo del metodo contraccettivo. Nella maggior parte dei casi il costo dei metodi contraccettivi varia a seconda del loro carattere più o meno permanente: ad esempio, un preservativo costa all’incirca un euro, la confezione mensile della pillola contraccettiva varia dai 7 ai 14 euro, la procedura per l’impianto del contraccettivo sottocutaneo che ti copre per 3 anni, circa 300 euro. In generale i metodi a carattere più permanente hanno un costo più elevato, quindi sono convenienti sul lungo periodo, ma richiedono un maggiore investimento iniziale.

Per una lista dei più diffusi metodi contraccettivi ti rimandiamo al sito della Società Italiana della Contraccezione oppure al sito della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia.

Gravidanza indesiderata

Se, nonostante le precauzioni prese temi che ci sia la possibilità che si sia impiantata una gravidanza indesiderata, ricorda che farsi prendere dal panico non solo è inutile, ma contro produttivo: hai bisogno di essere lucida per agire in fretta, ma anche per prendere le decisioni migliori per te. Inoltre, ricorda che qualunque decisione tu prenda la legge italiana:

  • non prevede il consenso né la presenza del tuo partner/coniuge;
  • garantisce l’accesso alla contraccezione di emergenza e all’interruzione di gravidanza anche a donne senza il permesso di soggiorno;
  • prevede la possibilità anche per le minorenni di interrompere una gravidanza indesiderata, previo consenso dei genitori o del giudice tutelare.

a) Se sono passate un massimo di 120 ore (5 giorni) dal rapporto non protetto. Sono in commercio in Italia due tipologie di contraccezione di emergenza: la così detta pillola del giorno dopo e la pillola dei cinque giorni dopo.

Per la pillola del giorno dopo è necessario che ti rechi da un medico e che questo ti prescriva una ricetta con cui puoi andare in farmacia a comprare la pillola. Ricorda che puoi recarti in qualunque consultorio o pronto soccorso. La pillola del giorno dopo va presa entro 72 ore dal rapporto non protetto e ha la sua massima efficacia se assunta nelle prime 12 ore.

Per la pillola dei cinque giorni dopo non hai bisogno della ricetta medica a meno che tu non abbia meno di 18 anni e la puoi acquistare direttamente in farmacia. Ha la stessa efficacia della pillola del giorno dopo e può essere assunta fino a 120 ore dopo il rapporto anche se più passa il tempo più la sua efficacia diminuisce.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che la contraccezione di emergenza non interrompe alcuna gravidanza in corso, pertanto non causa aborto. In Italia ci sono tuttavia alcuni medici che si rifiutano di prescrivere la pillola appellandosi all’obiezione di coscienza.

b) Se dopo il rapporto non protetto non compaiono le mestruazioni. La prima cosa da fare è un test di gravidanza che puoi eseguire fino dal primo giorno di ritardo. Lo puoi acquistare al supermercato o in farmacia per un costo tra i 15 e i 20 euro. Se il test è positivo e intendi interrompere la gravidanza, è necessario per te avere un test di gravidanza “stampato”, contenente il tuo nome e cognome, da poter esibire al medico, per cui rivolgiti al consultorio, ad un laboratorio analisi oppure ad una farmacia che svolge questo servizio. Alcune farmacie restituiscono l’esito in un paio d’ore, altre dopo uno o due giorni.

c) Se il test di gravidanza è positivo. Se il test di gravidanza è positivo e intendi interrompere la gravidanza è necessario che ti rivolga a un medico che può essere il ginecologo del consultorio più vicino ma anche il tuo medico di famiglia o un qualunque medico di cui ti fidi per ottenere il certificato per l’interruzione di gravidanza, che ti verrà rilasciato gratuitamente.

È sempre bene verificare in anticipo che il medico con cui si avrà il colloquio non sia obiettore di coscienza altrimenti si rischia di perdere tempo prezioso.

Se vuoi, puoi recarti al colloquio col tuo partner, ma non sei tenuta a farlo e nessuno può importi che lui sia presente.

Da sapere riguardo all’interruzione volontaria di gravidanza:

  • In Italia è legale interrompere la gravidanza entro 90 giorni dall’inizio dell’ultima mestruazione, dopo i 90 giorni è possibile solo per gravi problemi di salute.
  • Non hai bisogno del consenso del partner.
  • In consultorio non si possono materialmente effettuare interruzioni volontarie di gravidanza. L’intervento avverrà in ospedale.
  • L’interruzione di gravidanza è una prestazione gratuita così come tutti gli esami e/o gli eventuali accertamenti necessari.
  • Questo intervento, al di fuori delle strutture sanitarie, è molto pericoloso per la tua salute ed è un reato.
  • I nominativi delle donne che ricorrono all’interruzione di gravidanza non possono essere divulgati o resi pubblici, anche le relazioni che i medici e gli ospedali, per legge, devono far pervenire all’autorità sanitaria provinciale, non devono fare menzione dell’identità della donna.
  • La legge italiana prevede che tu possa interrompere la gravidanza anche se non hai il permesso di soggiorno, nessuno potrà segnalarti alla polizia o trattenerti.

Per informazioni più dettagliate sulle quelli che sono i tuoi diritti, possibilità e tutele sia che tu scelga di portare avanti o interrompere la gravidanza, ti rimandiamo alla nostra Guida.

 

 

 

 

Denunciare alla polizia

Se hai subito abusi psicologici o fisici in ambito domestico, potresti aver preso in considerazione la possibilità di sporgere denuncia alle autorità. In questa pagina troverai delle informazioni utili per aiutarti a fare una scelta importante e consapevole.

Prima di denunciare

  • Entra in contatto con un Centro Antiviolenza

Per cominciare, ti consigliamo di entrare in contatto con un Centro Antiviolenza (CAV) a tua scelta. Le operatrici e le volontarie del Centro Antiviolenza saranno in grado di darti tutte le informazioni ed il supporto di tipo psicologico e legale di cui avrai bisogno; non ti spingeranno in nessun modo a sporgere denuncia contro la tua volontà. Ricordati che la decisione di denunciare chi ti abusa dev’essere presa in modo autonomo e consapevole.

  • Prepara una memoria cronologica degli abusi

Prima di denunciare, potresti preparare una memoria cronologica degli abusi, raccogliendo il più possibile materiali a sostegno della tua denuncia (es. foto di ferite o ematomi, e-mail minacciose, messaggi scritti o vocali, lettere, registrazioni). Se possiedi dei referti di pronto soccorso, questi costituiranno un dato di prova fondamentale a supporto del tuo caso. La denuncia può essere sporta anche senza referto o ricostruzione immediata dei fatti, ma quest’ultima ti verrà probabilmente richiesta successivamente.

Ti consigliamo di tenere una copia di tutta la documentazione che hai a disposizione in un posto sicuro, o di affidarla ad una persona di cui ti fidi.

Querela o denuncia?

Finora abbiamo usato il termine “denunciare” in senso generale, inteso come “informare le autorità degli abusi subiti”. In questa sezione faremo più chiarezza sul significato penale di denuncia e di querela, su quali siano i reati denunciabili alle autorità e quali invece quelli querelabili. Per ulteriori e piú approfondite informazioni legali guarda qui.

È importante sapere che nel diritto penale italiano non esiste la specifica definizione “violenza domestica”; ciò significa che i diversi singoli comportamenti possono rientrare in diverse tipologia di reati (maltrattamenti in famiglia, “stalking”, minaccia etc.). I reati si distinguono in reati perseguibili d’ufficio per i quali non è necessario che sia la persona offesa a chiedere espressamente la “punizione” della persona che commette il reato, e in reati perseguibili a querela di parte che invece necessitano della volontà della persona offesa. L’importanza di questa differenza è più semplice da capire se si considera che reati come lo stupro, non sono perseguibili d’ufficio se non è la donna a sporgere querela. Questo per garantire alla parte lesa la possibilità di scegliere se e quando intraprendere le vie legali e affrontare un processo.

La lista seguente aiuta a fare chiarezza e a distinguere i reati perseguibili d’ufficio, per i quali si può sporgere denuncia, dai reati perseguibili a querela di parte.

DENUNCIA

Lista di reati perseguibili d’ufficio

Non è previsto alcun termine per la presentazione di una denuncia.

  • Maltrattamenti in famiglia reiterati; anche psicologici (Art. 572 c.p.)
  • Minaccia grave o con armi (Art. 612 c.p.)
  • Lesione personale fisica e psichica, con prognosi superiore a 20 gg (Art. 532 c.p.)
  • Circostanze aggravanti lesione personale fisica e psichica grave (Art. 583 c.p.)
  • Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili (Art. 583 bis c.p.)
  • Violenza privata (Art. 610 c.p.)
  • Estorsione (Art. 629 c.p.)
  • Violenza sessuale con un minore fino ai 14 anni; di gruppo (Art. 609 c.p.)
  • Atti persecutori (stalking) nei confronti di minori o persone disabili (Art. 612 bis c.p.)
  • Omicidio (Art. 575 c.p.)

QUERELA

Lista di reati perseguibili a querela di parte

La querela deve essere presentata entro 3 mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto che costituisce il reato, eccetto nel caso di reati contro la libertà sessuale (violenza sessuale e stalking), in cui il termine è esteso a 6 mesi.

  • Ingiuria – offese tramite comunicazioni telefoniche o scritte (Art. 594 c.p.)
  • Minaccia (Art. 612 c.p.)
  • Percosse (Art. 581 c.p.)
  • Lesione personale  fisica e psichica, con prognosi inferiore a 20 gg (Art. 582 c.p.)
  • Molestia o disturbo alle persone – in un luogo pubblico o per telefono (Art. 660 c.p.)
  • Violenza sessuale – entro 6 mesi, in seguito la querela non potrà più essere ritirata (Art. 609 bis c.p.)
  • Atti persecutori (stalking) – entro 6 mesi (Art. 612 bis c.p.)

Per ulteriori informazioni  sulla differenza tra denuncia e querela é possibile andare qui.

Dopo la denuncia

  • Progetta un ‘piano di sicurezza’

A seconda della gravità dei reati denunciati, potrebbe venirti offerta l’opportunità di essere inserita per qualche giorno (max. 15 giorni) in una struttura protetta. Al termine di questo periodo, tuttavia, la legge italiana non garantisce un mezzo di protezione per le donne che hanno presentato una denuncia per violenze domestiche. Inoltre, le tempistiche processuali successive alla denuncia o alla querela possono essere molto lunghe, e fino ad allora l’imputato rimane in libertà. Consigliamo perciò di pensare fin da subito ad un “piano di sicurezza” per proteggere la propria incolumità, nel caso in cui non ci si senta al sicuro in casa propria.

  • Rivolgiti ad un legale

In tutti i casi di denuncia o querela per violenze, ti verrà richiesto di testimoniare in Tribunale. La donna può essere sentita alla prima udienza anche senza un rappresentante legale. Consigliamo tuttavia di rivolgersi ad un legale per poter essere assistite al meglio nel corso della causa, sia essa penale o civile (ad esempio una causa di separazione). Per diversi reati riconducibili alla violenza domestica (maltrattamenti, Stalking e altri) lo Stato assicura il gratuito patrocinio alla persona l’assistenza legale sarà quindi gratuita. In determinate condizioni economiche, si può fare richiesta per ricevere il Gratuito Patrocinio a spese dello Stato.

Atteggiamento delle autorità

La realtà cambia purtroppo da zona a zona e così se in alcune Procure potresti trovare pool specializzati contro le violenze domestiche, in altre parti del nostro paese la realtà potrebbe non essere così rosea. Per questo la cosa migliore è, prima di avere a che fare con forze dell’ordine o magistratura, recarsi in un centro Antiviolenza o da un legale che potranno aiutarti a ricostruire gli abusi subiti, a raccogliere il materiale che potrebbe esserti di aiuto per la tua causa, a redigere la denuncia o la querela ma che soprattutto ti assisteranno in tutte la fasi del processo che inizierà una volta presentata la denuncia.

 

Si ringraziano il Centro Petra di Verona e il Centro Antiviolenza di Mestre (VE) per la gentile collaborazione alla stesura di questo testo.

 

 

 

 

 

 

 

Ricevere supporto se non sei cittadina italiana

In questa pagina troverai informazioni utili nel caso in cui, oltre a voler denunciare il tuo partner o a chiedere la separazione o il divorzio, non sei una cittadina italiana, sei priva di un regolare titolo di soggiorno o quest’ultimo è legato a quello del compagno.

Situazione in Italia

La violenza domestica davvero non conosce nazionalità, ceto sociale, o religione. Tuttavia, se non sei nata nel paese in cui vivi o comunque non hai ottenuto la cittadinanza o il permesso di soggiorno richiesto, la tua situazione potrebbe essere, purtroppo, più complessa rispetto a quella di una donna italiana.

Le riprovevoli leggi sull’immigrazione che si sono succedute negli ultimi anni nel nostro paese non hanno di certo aiutato, rendendo sempre più faticosa la strada per ottenere un regolare titolo di soggiorno. Se a questo tipo di difficoltà si aggiungono le conseguenze di una relazione violenta, è indubbiamente richiesta una maggiore attenzione e sostegno.

Da donna e migrante potresti subire una discriminazione su diversi fronti, in quanto:

  • il tuo permesso di soggiorno potrebbe dipendere da quello di tuo marito;
  • se arrivi in Italia tramite il ricongiungimento familiare potresti essere costretta a dover tollerare situazioni impossibili per paura di ritrovarti clandestina;
  • se hai dei figli, si aggiunge il terrore di denunciare e di perdere la genitorialità.

Tutto questo ovviamente oltre agli ostacoli della lingua, dell’isolamento, del timore della condanna da parte della comunità con i quali ti trovi a doverti misurare tutti i giorni.

Mediatrice culturale

Alla luce di questo riteniamo che un primo consiglio che possiamo darti è quello di rivolgerti ad una mediatrice culturale. Che cosa è una mediatrice culturale? Si tratta di una  figura professionale che ha il compito di facilitare l’inserimento dei cittadini stranieri nel contesto sociale del paese di accoglienza, esercitando la funzione di tramite fra i bisogni delle persone migranti e le risposte offerte dai servizi pubblici.[1] Dalla mediatrice potrai ricevere consigli e assistenza per iniziare questo percorso certamente non facile. Mediatrici culturali possono essere presenti, ad esempio, in consultori familiari o in centri anti-violenza. Qui puoi trovare qualche informazione in più per quanto riguarda la regione Lazio, insieme ad alcuni numeri verdi che sono attivi in più lingue. 

Legislazione internazionale e nazionale

Esistono alcune aree di diritto internazionale in cui il tema della violenza domestica si interseca con quello dell’immigrazione. L’Italia ha firmato insieme ad altri paesi europei la Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul).

Questa Convenzione caratterizza la violenza contro le donne come una violazione dei diritti umani e come una forma di discriminazione. In particolare per quanto riguarda le donne migranti e rifugiate, la Convenzione prevede un impegno da parte degli Stati membri a prendere misure per garantire che la violenza di genere contro le donne possa essere riconosciuta come una forma di persecuzione, e come una forma di grave pregiudizio che dia luogo a una protezione complementare, ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite Relativa allo Status dei Rifugiati del 1951.

La Convenzione riconosce in maniera compiuta e abbastanza soddisfacente, in presenza di determinate condizioni, il diritto della donna migrante vittima di violenza a vedersi riconosciuta la possibilità - nel caso in cui il suo status di residente dipenda da quello del coniuge autore della violenza nei suoi confronti - ad ottenere un titolo autonomo di soggiorno

Tuttavia, per sapere quali sono i tuoi diritti nel concreto è necessario fare riferimento al diritto italiano che implementa questa Convenzione a livello nazionale, in particolare all’art. 4 della legge 119/2013, che ha inserito nel testo unico sull’immigrazione (d.lgs 286/1998) la relativa norma (art. 18 bis).

Secondo questa norma, in determinate circostanze il questore – con il parere favorevole dell’autorità giudiziaria o su proposta di quest’ultima – rilascia un permesso di soggiorno per consentire alla vittima straniera, priva di permesso di soggiorno, di sottrarsi alla violenza quando siano accertate situazioni di violenza o abuso e emerga un concreto e attuale pericolo per la sua incolumità.

Più specificamente, questo “permesso di soggiorno per le vittime di violenza domestica” viene rilasciato dalla Questura quando sono presenti tutte le seguenti circostanze, ossia:

  1. nel corso di operazioni di polizia, di indagini o di un procedimento per alcuni specifici reati (quali maltrattamenti familiari, lesioni personali, mutilazioni genitali, sequestri di persona, violenza sessuale o atti persecutori) 
  2. reati che sono commessi in Italia “in ambito di violenza domestica” (per violenza domestica si intende “uno o più' atti, gravi ovvero non episodici, di violenza fisica, sessuale, psicologica o economica che si verificano all'interno della famiglia o del nucleo familiare o tra persone legate, attualmente o in passato, da un vincolo di matrimonio o da una relazione affettiva, indipendentemente dal fatto che l'autore di tali atti condivida o abbia condiviso la stessa residenza con la vittima”)
  3. vengono accertate situazioni di violenza o abuso nei confronti di una straniera 
  4. emerge un concreto ed attuale pericolo per la sua incolumità
  5. come conseguenza della scelta di sottrarsi alla violenza o per effetto delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini o del giudizio (ad esempio denunciando il colpevole).

Il permesso potrà essere rilasciato anche se le situazioni di violenza o abuso emergano nel corso di interventi assistenziali dei centri antiviolenza, dei servizi sociali territoriali o dei servizi sociali specializzati nell’assistenza delle vittime di violenza a cui puoi rivolgerti. 

Il permesso ha la durata di 1 anno e consente tra l’altro l’accesso ai servizi assistenziali e allo studio e lo svolgimento di lavoro subordinato e autonomo. Alla scadenza dell’anno, il permesso può essere convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato o autonomo oppure in permesso di soggiorno per motivi di studio.

Notiamo che la norma è stata criticata come contraria alla Convenzione di Istanbul, soprattutto perché richiede un pericolo grave e attuale all’incolumità della donna. Inoltre, il pericolo deve derivare dalla scelta di sottrarsi alla violenza o quale conseguenza delle dichiarazioni rese, requisito che di fatto fa dipendere la possibilità di avere un autonomo titolo di soggiorno dall’attiva partecipazione al processo penale.

NOTE

[1] Definizione INVALSI, Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema educativo di istruzione e educazione.

*Questa pagina è stata predisposta da Chayn Italia con scopo meramente informativo e senza pretesa di esaustività. Non intende né può essere considerato come un parere legale o altro tipo di consulenza legale o professionale.

Terminare una relazione violenta in maniera sicura

In questa pagina troverai informazioni utili per preparare un piano di fuga in caso tu decida di lasciare il tuo partner e la casa in cui vivi

Piano di fuga

  • Raccontare cosa sta succedendo a persone di fiducia: Se stai pensando di scappare trova persone di fiducia con cui confidarti. Per capire se ti puoi fidare, comincia fornendo qualche informazione e vedendo come reagiscono: gli abusanti tendono a comportarsi in maniera differente in pubblico, le persone potrebbero non crederti o non voler essere coinvolte. Racconta delle tue paure e dai del tempo per metabolizzare la notizia.
    Creandoti una rete di persone fidate, in caso di pericolo, ti sarà possibile ricevere un aiuto, anche trovando più facilmente posti sicuri in cui andare.
  • Se dormite in camere separate e ritieni possa procurarti maggiore protezione, chiudi a chiave la porta.
  • Procurati un telefono di riserva e nascondilo in un posto a cui solo tu hai facilmente accesso. Registra in rubrica dei numeri utili facendo attenzione a salvare con nomi falsi i numeri che potrebbero infastidirlo (ad esempio quello del Centro Antiviolenza). Ricordati di caricare sempre la batteria.
  • Se corri il rischio di essere chiusa in casa, cerca di procurarti una copia delle chiavi.
  • Circondati sempre di persone, quando è possibile. Meno tempo passi da sola con il partner violento, minori saranno le possibilità di violenza e di maltrattamenti. Se dovesse accadere, la presenza di altre persone può essere d’aiuto per contenerlo.
  • Menti riguardo a dove sei e chi incontri se il partner diventa sospettoso.
  • Conserva tutte le prove della violenza subita anche se pensi di non denunciare l’aggressione, potresti cambiare idea.  Conserva le copie digitali e cartacee di messaggi o e-mail. Salva le prove che confermino gli abusi fisici (foto, certificati medici). Prova a tenere un diario in cui annotare ciò che succede.
  • È bene conoscere le possibili opzioni in caso di emergenza: Famiglia: se hai genitori/fratelli/sorelle, assicurati che possano proteggerti, dato che sarà il primo posto dove il partner ti verrà a cercare. Probabilmente si presenterà con il pretesto di una “mediazione”, per poi ricattare la tua famiglia, così da spingerti ad andare con lui. Potresti usare l’aiuto della tua famiglia per raggiungere parenti e amici distanti o che il tuo partner non conosce. Amici e colleghi: ti aiuterebbero di notte? Hanno una macchina propria? Anche in questo caso valgono le stesse indicazioni date a proposito della famiglia. Organizzazioni e rifugi: ci sono o conosci organizzazioni che potrebbero aiutarti? Forniscono servizi di consulenza legale? Ti aiuterebbero a trovare un lavoro e una casa dove vivere?In caso avessi dubbi, puoi contattare il numero nazionale 1522 per conoscere i CAV (Centri Antiviolenza) a te più vicini.
  • Fai una lista di pro e contro dell’andare via: Non agire impulsivamente, prenditi il tempo di cui hai bisogno per pianificare come agire, valutando le varie possibilità.
  • Condividi il tuo piano di fuga: chiedi a una persona di fiducia di incontrarvi e discuti con lei il tuo piano di fuga.
  • Se devi viaggiare per raggiungere un rifugio, un/a amico/a o un membro della famiglia scopri come arrivarci a qualsiasi orario: se hai una macchina, scopri prima dove parcheggiarla, così da nasconderla. Se invece decidi di prendere un mezzo pubblico (autobus o treno), fai in modo di appuntarti in un posto sicuro gli orari.
  • Organizza una borsa d’emergenza con queste cose: vestiti, spazzolino e altri prodotti per l’igiene intima, medicine importanti, coperte, giocattoli per i figli, soldi contanti, libretto degli assegni, carte di credito intestate solo a te, numeri di telefono di amici/he e di organizzazioni che possono aiutarti, copie di documenti importanti (vedi la sessione Elenco di documenti o oggetti da avere con sé), i doppioni delle chiavi di casa e della macchina. È meglio lasciare la borsa ad una persona di fiducia anziché tenerla in casa, ma se questo non è possibile scegli un posto sicuro in cui nasconderla.
  • Pensa a come uscire di casa senza correre pericoli o farti del male: Pensa di fuggire quando il tuo partner non è in giro. Esci discretamente da casa senza attirare l’attenzione.
  • Parcheggia la macchina in strada e non in garage o nel vialetto di casa.
  • Se i tuoi/le tue figli/e sono grandi abbastanza da capire cosa sta succedendo insegnagli come contattare una persona di cui ti fidi in caso di pericolo. 
  • Calcola la quantità di denaro di cui hai bisogno per sopravvivere almeno nel primo periodo: Ti potrebbero servire soldi per pagare un taxi o un autobus, per una o più notti in un hotel, o per pagare un affitto. Se persone di fiducia o parenti sono disposti a prendersi cura della tua situazione finanziaria prestandoti del denaro, anche questa somma sarà utile.
  • Risparmia i soldi: comincia a mettere da parte del denaro cercando, ad esempio, di risparmiare sulla spesa. Se non hai già un conto a tuo nome puoi aprirne uno. Oppure puoi prendere una carta prepagata ricaricabile (es.Postepay).

Precauzioni da considerare

  • Se vivi con i tuoi genitori o stai a casa di un amico e lui lo sa, ricorda di sostituire la serratura e installare ulteriori precauzioni. Se non è possibile, cerca di tenere completamente nascosta la tua presenza e sii sicura che tutte le persone nella casa non rivelino la tua presenza.
  • È importante essere il più discreta possibile. Solo poche persone devono sapere dove ti trovi. Fai in modo di assicurarti che tutti quelli che sanno dove vivi non lo rivelino a nessuno, in nessuna circostanza.
  • Se decidi di andartene e restare nelle vicinanze di dove il partner o le vostre famiglie vivono, non lasciare mai i tuoi figli a casa.
  •  In nessuna circostanza (anche se si dovesse mettere a piangere, implorare, o promettere di non farlo mai più) devi permettere al partner di vedere i vostri figli nel posto in cui avete trovato rifugio. Incontralo sempre in spazi pubblici, anche se devi viaggiare per raggiungerlo.
  • Procurati un nuovo telefono e modifica le impostazioni della privacy in tutte le applicazioni, in particolare Facebook. Per avere maggiori informazioni sulla sicurezza online leggi la nostra guida.
  • Assicurati che tutti coloro che conoscono il tuo nuovo numero non lo rivelino al tuo ex partner o alla sua famiglia.
  • Non rispondere a chiamate provenienti da numeri sconosciuti.
  • Non aprire la porta di casa se non puoi chiaramente identificare la persona che sta bussando. Se non sei sicura di poterti fidare dei vicini, non dire loro il tuo vero nome o che sei in fuga.
  • Se ricevi un pacco sospetto che non è stato ordinato, non aprirlo in nessun caso. Buttalo fuori!
  • Se hai dei figli, spiegagli perché siete dovuti scappare, così nel caso in cui il tuo ex partner cercasse di “portarli via” da dove sono (scuola, attività sportive, amici, nonni) sapranno avvertirti.

Cosa portare

DOCUMENTI D’IDENTITÀ e OGGETTI DI EMERGENZA:

  • documenti d’identità per te e i figli, per esempio passaporti o carta d’identità.
  • referti medici connessi alle violenze subite
  • certificati di nascita
  • patente
  • qualsiasi farmaco necessario per te e i tuoi/ le tue figli/e
  • le chiavi per la tua auto, casa, etc.
  • i numeri di telefono e gli indirizzi di tutte le persone e le organizzazioni che possono esserti utili e aiutarti

DOCUMENTI D’IDENTITÀ e OGGETTI NON STRETTAMENTE NECESSARI:

  • certificato di matrimonio
  • documentazione scolastica (pagelle dei figli,i tuoi diplomi)
  • le cartelle cliniche e sanitarie (anche: vaccini dei bambini)
  • tutte le foto e le cose che per te hanno un valore sentimentale
  • giocattoli preferiti dei bambini, libri e coperte

SOLDI, CARTE DI CREDITO, DOCUMENTI FINANZIARI:

  • denaro (tutto il denaro contante che hai messo da parte);
  • qualsiasi gioiello o bene che può essere venduto;
  • libretto degli assegni, carte di credito, codici del conto in banca ,etc;
  • un giustificativo di domicilio, ad esempio copie di bollette, ricevute, estratti conto della carta di credito;
  • atto di proprietà della vostra casa e di altri beni immobili (fotocopiali, se non li puoi portare con te);
  • documenti ipotecari (fotocopie, se non li puoi portare con te);
  • gli accordi di prestito (fotocopie, se non li puoi portare con te);
  • libretti bancari (conti congiunti e personali);
  • polizze assicurative (fotocopie, se non li puoi portare con te);
  • le dichiarazioni dei redditi ed estratti conto degli ultimi cinque anni (fotocopiare, se non li puoi portare con te);
  • buste paga (la tua e quella del partner) (fotocopia, se non li puoi portare con te);
  • copia di eventuali altri documenti finanziari (fotocopia, se non li puoi portare con te).

ALTRE COSE CHE POSSONO AIUTARE:

  • Fotografie recenti dell’abusante
  • Qualsiasi prova di abuso nei tuoi confronti

Gestire una lite violenta

  • Cerca di attenuare la situazione rimanendo il più possibile calma. Se non è necessario evita di prendere cose per colpirlo (bicchieri, libri, telefono), potrebbe dargli l’impulso di prendere quegli oggetti per colpirti.
  • Gli uomini violenti non vogliono mai ammettere le proprie colpe, ma vogliono solo trovare scuse per colpirti; il confronto razionale, soprattutto nei momenti di tensione, non è il loro obiettivo e l’aggressione verbale spesso è utilizzata per scatenare l’aggressione fisica. Cerca di concentrarti sul meccanismo che si sta innescando e non sui singoli pretesti che utilizza per metterti in difficoltà e farti sentire in colpa.
  • Cerca di non far avvicinare i tuoi figli cosicché siano protetti.
  • Se hai paura e ti senti in pericolo chiama le forze dell’ordine: se ti è possibile nel frattempo chiedi aiuto ai vicini o recati da loro.
  • Se l’aggressore ha un momento di distrazione o si allontana, sfrutta l’occasione per prendere i figli, la borsa di emergenza e le chiavi. Se non hai una macchina, chiama i soccorsi, non appena hai la possibilità di farlo.
  • Se non riesci a scappare subito, aspetta che l’aggressore si sia addormentato o usa una scusa (come ad esempio, controllare i bambini).
  • Se stai male e hai bisogno di cure mediche, attendi che l’aggressore sia distratto o addormentato, e chiama aiuto da una stanza dove lui non possa sentirti. Se credi che continuerà a picchiarti, chiuditi in una stanza sicura fino a quando non arrivino a soccorrerti.
  • Se l’aggressore possiede una pistola / coltello / cuscino / olio / acido in mano, non tentare di calmarlo e allontanati immediatamente!
  • Evita di fuggire a piedi se non ci sono mezzi di trasporto (metro / taxi / bus) vicino a casa, perché il partner potrebbe provare a raggiungerti a piedi o in macchina, meglio rifugiarsi nel primo luogo in cui siano presenti altre persone.

Essere sicure in macchina

  • Parcheggia sempre l’auto in zone ben illuminate. Non uscire dall’auto se avverti qualcuno che ti sta osservando o che si avvicina. Non uscire dalla macchina fino a quando non hai le chiavi di casa in mano e guardati sempre intorno.
  • Togli adesivi o oggetti personali che possono aiutare a identificare la tua auto. Ci possono essere molte vetture bianche nel tuo quartiere, ma ce n’è solo una con un determinato oggetto o adesivo.
  • Mai entrare nell’auto senza essere sicura che non ci sia nessuno all’interno.
  • Tieni sempre le portiere chiuse in macchina, anche durante la guida.
  • Se credi di essere seguita recati presso un commissariato o un luogo vicino in cui puoi essere tutelata. Prova a depistare l’aggressore nel traffico, se non è possibile guida verso il posto affollato più vicino, dove puoi far perdere le tue tracce, ad esempio, nei pressi di un centro commerciale. Parcheggia rapidamente e mischiati tra la folla, così sarà più difficile trovarti. Prendi un altro mezzo di trasporto e raggiungi un luogo sicuro. Solo quando sei sicura di aver fatto perdere le tue tracce ritorna a recuperare l’auto o fallo fare ad una persona di cui ti fidi.
  • Cerca di avere sempre una batteria di ricambio o un carica batteria portatile per il tuo cellulare nella tua auto.
  • Se non ti senti sicura di raggiungere a piedi l’auto da sola, chiedi a qualcuno di accompagnarti.
  • Nel malaugurato caso in cui ti ritrovassi faccia a faccia con il tuo aggressore in pubblico e ti sentissi minacciata, urla per attirare l’attenzione o prova a perderti nella folla. Stai sempre in mezzo alla gente. Non raggiungere l’auto se non sei sicura al 100% di avere abbastanza tempo per fuggire inosservata.
  • Se l’aggressore sale in macchina con te cerca di fuggire dalla macchina. Se cerca di impedirti di uscire dalla macchina o ti trascina fuori attira l’attenzione della gente: suona il clacson più forte possibile e urla “aiuto”.
  • Se l’aggressore si avvicina all’auto, bloccando le via d’uscita, non cercare di uscire. Se puoi guidare e riesci a scappare, allontanati immediatamente. Qualora non fosse possibile rimani all’interno della vettura con la sicura della macchina sotto controllo. Suona il clacson per attirare l’attenzione.

Essere sicure sul posto di lavoro

  • Allerta il datore di lavoro, i colleghi, i receptionist e le guardie di sicurezza (se presenti), sulla tua situazione in modo che possano prendere le precauzioni necessarie se dovessi ricevere visite o chiamate indesiderate dal partner. Devi spiegargli di non dare il tuo numero di telefono, indirizzo, o altre informazioni personali a chiunque chiami. Mostragli delle foto del partner.
  • Se ricevi pacchi che non hai ordinato, e ti sembrano sospetti, non accettarli né aprirli.
  • Chiedi il permesso per parcheggiare l’auto in una zona sicura. Domanda ai tuoi colleghi di coordinarvi in modo tale da non dover raggiungere da sola l’ufficio dal parcheggio e viceversa.
  • Elabora un piano di fuga con i colleghi, nel caso l’aggressore entri in qualche modo nel tuo ufficio.
  • Fai in modo che un collega o il datore di lavoro chiami te o una persona di fiducia di cui hai lasciato il contatto, qualora non ti presenti a lavoro senza avvisare.
  • Prendi le stesse precauzioni per le scuole e gli altri edifici frequentati dai tuoi figli.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cosa fare in caso di emergenza

In questa pagina troverai una serie di consigli e precauzioni da prendere in caso tu stia subendo violenza domestica e stia iniziando a temere per la tua vita.

Se il pericolo é ora

  • Per prima cosa contatta le Forze dell’Ordine al numero 112 se abiti in Lombardia o Lazio. Per le altre regioni sono attivi i seguenti numeri: 112 (Carabinieri), 113 (Polizia), 118 (ambulanza) o, se puoi, recati di persona presso la stazione dei Carabinieri o della Polizia più vicina a te e denuncia l’accaduto.
  • Se hai deciso di andartene di casa, ti consigliamo di farlo durante il giorno e di trovare ospitalità presso una persona di fiducia che possa tenerti al sicuro.
  • In alternativa puoi chiamare il 1522, il numero antiviolenza e stalking attivo 24 ore su 24, che ti metterà in contatto con i centri antiviolenza per orientarti verso servizi di pronta accoglienza o in una casa rifugio (con indirizzo segreto). Ricorda che questa seconda opzione non è immediata perché, prima di poter andare in una casa rifugio, è necessario passare per il centro antiviolenza (soprattutto per questioni di sicurezza). Ci potrebbero essere situazioni nelle quali l’unica speranza di poter scappare è rappresentata dall’andarsene di notte. Se non sai dove andare recati presso un commissariato per sporgere denuncia/querela o un luogo vicino in cui puoi essere tutelata.
  • Se hai subito violenza fisica recati il prima possibile al pronto soccorso o dal tuo medico di famiglia. La cosa più urgente è assicurarsi che tutte le ferite siano viste da un medico e che non ci siano rischi per la tua salute. Anche quando l’aggressione non lascia segni evidenti è opportuno recarsi comunque al pronto soccorso ed indicare al momento del triage di aver subito un’aggressione. Documentare gli abusi fisici non significa che sarai costretta a denunciare, ma è molto importante registrare ogni episodio di violenza e lasciare nel referto tue dichiarazioni, nel caso tu voglia, in futuro, intraprendere un’azione legale contro l’autore delle violenze. Ricordati anche di segnalare eventuali precedenti visite o ricoveri, è un’informazione molto importante. Puoi trovare maggiori informazioni su come raccogliere questi dati qui nella nostra guida.
  • Allontanarti dal luogo delle violenze ti può aiutare a riflettere e a riconoscere risorse che possono sostenerti nel tuo percorso.

Se la tua vita potrebbe essere in pericolo in futuro

Se stai subendo violenza domestica e stai iniziando a temere per la tua vita, prendi le seguenti precauzioni, specialmente se le violenze accadono di notte:

  • Confidati con una persona a te vicina e di cui ti fidi: può essere un parente, un amico/a o anche un/a vicino/a di casa. Per capire se puoi fidarti comincia confidandole piccoli segreti. Se la riservatezza delle informazioni che stai fornendo viene rispettata e senti che c’è la comprensione della situazione, sai di poterti fidare.
  • Dì a questa persona che potresti aver bisogno di aiuto in caso di emergenza.
  • Decidete insieme un modo per farle capire quando sei in pericolo così che lei possa contattare le forze dell’ordine o l’ambulanza in caso di bisogno.
  • Lascia a questa persona il numero della stazione dei carabinieri più vicina a casa tua, insieme ai numeri delle emergenze: il numero unico per le emergenze è il 112 se abiti in Lombardia o Lazio. Per le altre regioni sono attivi i seguenti numeri: 112 (Carabinieri), 113 (Polizia), 118 (ambulanza).
  • Chiedi a questa persona, nel caso ne avessi bisogno, di informare le Forze dell’Ordine che stai subendo violenza e che la tua vita è in pericolo. Dille di lasciare alle forze dell’ordine il tuo indirizzo di casa. L’arrivo delle forze dell’ordine può fermare l’aggressore.

Se decidi di attivare un’azione legale

  • Puoi chiamare il numero verde 1522 per essere indirizzata al centro antiviolenza più vicino che fornisce assistenza legale. L’associazione ti consiglierà e ti assisterà lungo tutto l’iter legale e ti aiuterà con la documentazione necessaria per intraprendere un’azione legale, dal momento che le operatrici e le volontarie che ci lavorano hanno delle competenze specifiche per questo.
  • I referti medici correlati alle violenze subite sono materiale importante per le azioni legali. Se sei stata percossa prenditi cura del tuo stato fisico, se ti rivolgi ad un presidio sanitario conserva in un luogo sicuro la documentazione che ti viene rilasciata.

Qui un elenco di tutte le organizzazioni che affiancano le donne nel percorso di uscita dalla violenza di genere.