Riconoscere la violenza

Violenza domestica

La violenza domestica è:

“Ogni tipo di violenza fisica, psichica, economica e sessuale all’interno di una relazione affettiva o di una relazione di tale tipo passata. La violenza domestica viene agita prevalentemente dagli uomini contro le donne e si svolge soprattutto tra le mura domestiche, nell’ambito ritenuto più sicuro. Nella definizione di violenza domestica sono comprese molteplici e variegate azioni e comportamenti che mirano tutti all’affermazione del potere e del controllo sull’altra persona, sul suo agire e pensare.”

Può succedere a chiunque di essere vittima di violenza domestica indipendentemente dall’età, dal genere e dalla nazionalità. La violenza di genere non si limita solo agli abusi fisici ma può anche essere verbale, emotiva, psicologica, finanziaria e sessuale.

Secondo la “Teoria della ruota del potere e del controllo”, la violenza domestica include una serie di comportamenti: la violenza psicologica ed emotiva; la violenza fisica e sessuale; l’uso della coercizione, di minacce e di intimidazioni; l’isolamento; la minimizzazione e la negazione di colpe; l’utilizzo strumentale dei bambini; l’uso dei privilegi maschili; la violenza economica. Queste forme di violenza non sono isolate le une dalle altre ma spesso si verificano contemporaneamente. 

Potere e controllo: la spirale della violenza

La violenza non si manifesta sempre apertamente, è spesso subdola e generalmente segue un ciclo chiamato “spirale della violenza” che si articola in più fasi.

  • La fase iniziale è d’intimidazione, in cui il tuo partner fa di tutto perché tu viva in uno stato costante di paura, minacciando anche di lasciarti se non fai ciò che dice. Spesso questa prima fase passa in sordina, confusa con quella che la nostra cultura ci indica come gelosia, partendo da espressioni comunissime, una per tutte: “Se fai questo (esci con le amiche, ti comporti in un certo modo, etc.) vuol dire che non mi ami”.
  • Segue poi un periodo d’isolamento in cui, a seguito delle sue continue richieste e lamentele, è possibile che si tenda ad isolarsi dal resto del mondo, dalla famiglia, dagli amici, dai colleghi di lavoro.
  • Si verifica quindi una crescita della tensione all’interno della relazione in cui lui tenderà alla tua svalorizzazione: l’apice della violenza psicologica. Questa fase è caratterizzata dalla volontà di sminuirti, mortificarti e insultarti. Nonostante tu cerchi di reprimere i tuoi bisogni evitando situazioni conflittuali che possano infastidire il tuo partner, lui troverà sempre una scusa per umiliarti e farti sentire incapace, ci sarà quindi un’escalation della violenza.
  • È possibile che metta in atto anche comportamenti di segregazione, con i quali cercherà di allontanarti ulteriormente da tutti i tuoi contatti, privandoti anche di quelli casuali (ad esempio ti chiederà di non lavorare più).
  • Alla violenza psicologica segue e/o si può accompagnare la violenza fisica e la violenza sessuale. Alle escalation di violenza seguono poi quasi sempre delle false rappacificazioni, momenti di pentimento in cui il partner sembra tornare quello di cui ci si era innamorate tempo prima. A volte anche i familiari e gli amici fanno pressione affinché si perdoni il partner e gli si conceda un’altra chance. Nel caso in cui ci siano figli all’interno della relazione, può accadere che questi vengano utilizzati come arma di ricatto (ricatto sui figli). L’uomo fa leva sui figli, per esempio minacciando di toglierteli qualora non torni ad essere più accondiscendente.

La legislazione sulla violenza domestica varia in base al paese. In Italia i maltrattamenti in famiglia sono considerati un reato e sono quindi presenti delle norme che tutelano le vittime di violenza. Tuttavia, i dati statistici ci dicono che sono ancora molte le donne che subiscono o hanno subito maltrattamenti in famiglia.

La violenza domestica è la forma di violenza più diffusa, continua a colpire donne in tutto il paese. Da un’indagine nazionale condotta nel 2014, si stima che il 31,5 per cento delle donne tra i 16 e i 70 anni hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita e che il 13,6 per cento di loro abbia subito almeno un episodio di violenza fisica o sessuale dal loro attuale o ex partner.

La violenza agita dal partner all’interno della famiglia tende a stabilire e a mantenere il controllo sulla donna e a volte sulle/i figlie/i. Si tratta di vere e proprie strategie finalizzate a esercitare potere sull’altra persona, utilizzando modalità di comportamento atte a controllare, umiliare, infliggere paura e denigrare la donna.

Riconoscere la violenza è il primo passo per ottenere aiuto per te stessa o per qualcuno che conosci. Anche se a volte sembra che nessuno possa aiutarti ci sono comunque alcune forme di aiuto disponibili. 

Riconoscere una relazione violenta

Una relazione di coppia dovrebbe essere un’unione felice basata sul rispetto e sull’amore e non può essere utilizzata per intimidire, minacciare e infliggerti sofferenze fisiche o psicologiche. Pensi costantemente a cosa dire? Come dirlo e come evitare che si arrabbi? Il maltrattamento è avviato dallo stesso abusante (marito, familiare, partner) che proverà a controllare alcuni aspetti della tua vita: ad esempio chi incontri e dove vai quando esci, o come spendi i soldi. Una relazione violenta può distruggere la tua autostima. Ciò può farti sentire indifesa e isolata.

I punti successivi possono aiutarti a comprendere se hai una relazione maltrattante, ma ricorda che non tutti i punti devono per forza verificarsi nella tua specifica situazione per definirla violenta. Ad esempio, una relazione dove il tuo partner controlla il tuo telefono e non ti fa più incontrare i tuoi amici o amiche è una relazione abusante anche se non ha mai alzato le mani contro di te.

SENTI CHE…

  • hai paura del tuo compagno/marito/partner il più delle volte?
  • eviti di fare o dire alcune cose perché hai paura che farebbero arrabbiare il tuo compagno?
  • non ne fai una giusta, niente che soddisfi il tuo compagno o i suoi familiari?
  • meriti di essere ferita, maltrattata o abusata?
  • sei l’unica ad esser colpevole ogni volta?
  • sei indifesa o emotivamente paralizzata?
  • piangi di più sia di giorno che di notte?

 

IL TUO PARTNER E/O I SUOI FAMILIARI…

  • ti umilia urlandoti contro?
  • ti critica costantemente facendoti sentire sempre giù?
  • ti tratta tanto male da vergognarti a parlarne con altre persone?
  • ti ignora e ti denigra per le tue opinioni?
  • sminuisce i tuoi traguardi (studio, lavoro, ecc.)?
  • ti incolpa di renderlo violento nei tuoi confronti? Ad esempio: “tu mi provochi”
  • ti tratta come una sua proprietà o un oggetto sessuale, raramente come un individuo?
  • è eccessivamente geloso o possessivo anche se stai parlando con un cugino o amico di sesso maschile?
  • controlla dove sei e cosa fai?
  • ti dice di chiedere il permesso prima di uscire di casa?
  • chiede ai tuoi suoceri se qualcuno ti chiama o esci di casa?
  • ti impedisce di vedere amici o familiari?
  • ti obbliga a cancellare il tuo account Facebook o a cancellare degli amici dal profilo?
  • prende il tuo cellulare e legge i tuoi messaggi?
  • limita il tuo accesso ai soldi, al telefono e alla macchina?
  • chiede di conoscere tutte le tue password di email e account?
  • ti chiede di chiudere il conto in banca?
  • ti forza a lasciare il tuo lavoro?
  • ti forza a interrompere la tua formazione?
  • ti insulta?
  • ti forza ad avere rapporti sessuali invece di chiederti se hai voglia di avere un rapporto?
  • ti fa spesso telefonate moleste?
  • minaccia di suicidarsi se lo lasci?
  • minaccia di fare ciò che dice o ti porterà via i tuoi figli o gli farà del male?
  • minaccia di fare ciò che dice o farà male ai tuoi familiari o amici?
  • ti fa male o dice che vorrebbe farti male o ucciderti? Ti schiaffeggia? Ti prende a calci? Ti tira i capelli? Ti spinge?
  • ha un temperamento imprevedibile che ti spaventa?

Perché succede proprio a me?

Nessuno merita di vivere questa sofferenza. Non c’è nessuna ragione per cui la violenza domestica debba esistere nella nostra società. Possiamo dire che i maltrattamenti in famiglia sono una combinazione di più fattori, come l’attitudine verso il genere e i ruoli di genere nella società, la personalità dell’abusante, le condizioni della donna e la risposta della comunità alle violenze domestiche. Nonostante ciò, sappiamo che la violenza domestica si verifica perché c’è la volontà da parte dell’abusante di esercitare controllo e potere su di te.

Nonostante la credenza popolare, gli uomini abusanti non perdono il controllo. Se fossero davvero incapaci di controllare sé stessi o la propria rabbia, non sceglierebbero di colpire la donna in luoghi dove gli altri non possono vedere. Non cercherebbero inoltre di mantenere un rapporto buono e normale con la famiglia in modo tale che i parenti non credano alla donna quando racconterà loro come viene trattata.